Quale soglia per il muro anti spread

La tesi di Mario Monti secondo la quale Efsf ed Esm (Fondo salva stati temporaneo e Fondo salva stati permanente) dovrebbero acquistare titoli pubblici dei paesi virtuosi, cioè di quelli che stanno rispettando le regole per il risanamento dei bilanci, ha una sua logica apprezzabile. Comporta infatti che questi interventi agiscano come stimolo alle politiche di rigore, anziché a comportamenti contrari.
13 AGO 20
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La tesi di Mario Monti secondo la quale Efsf ed Esm (Fondo salva stati temporaneo e Fondo salva stati permanente) dovrebbero acquistare titoli pubblici dei paesi virtuosi, cioè di quelli che stanno rispettando le regole per il risanamento dei bilanci, ha una sua logica apprezzabile. Comporta infatti che questi interventi agiscano come stimolo alle politiche di rigore, anziché a comportamenti contrari. Inoltre essi non servirebbero come antidoto a crisi di solvibilità ma per problemi di liquidità. Si tratterebbe di interventi limitati e temporanei. E soprattutto, secondo le tesi del governo italiano, basterebbe che questo “meccanismo anti spread” fosse annunciato per respingere gli assalti (legittimi) della speculazione rispetto a enormi debiti statali non garantiti da una Banca centrale.
Su quest’ultimo punto, in particolare, può essere utile sollevare alcuni dubbi. Il primo riguarda i destinatari degli aiuti dei due Fondi. Si tratterebbe solo dell’Italia che si avvia al pareggio del bilancio o anche della Spagna che sta chiedendo dilazioni rispetto agli obiettivi di pareggio? Pare impossibile concedere un aiuto a Roma e negarlo a Madrid che ha lo spread più alto e sta rischiando di più. Ci si può poi domandare se davvero le risorse dei Fondi salva stati possano bastare per mantenere lo spread sotto una certa soglia. Pur tralasciando per il momento il fatto che le risorse per l’Italia sarebbero limitate da un precedente intervento in Spagna, è probabile che – a meno che a scendere in campo sia la Bce – il sollievo del meccanismo sarà temporaneo. Se l’Italia riprenderà a crescere, rendendo sostenibile il suo debito, dipenderà in ultima istanza da noi.